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23 maggio 1992
Era una giornata molto più calda di oggi. Sembrava già estate , la scuola sembrava già finita e quello sembrava un giorno come un altro a far mucchio con quelli inutili già trascorsi. Ed invece quel giorno è diventato un giorno da ricordare per sempre, un giorno da ricordare tutti i giorni. E' il giorno della strage di Capaci. E' un giorno che nessun paese civile dovrebbe vivere, ma è un giorno che solo un paese incivile dimenticherebbe. Quel giorno è scoppiata l'autostrada, il cielo s'è capovolto, odore di terra e sangue. Eppure da quel giorno di morte è nata anche la voglia di dire basta, che non si può rimanere schiavi della mafia. Che la mafia è davvero "un fattore umano, e pertanto ha un inizio e senz'altro anche una fine". Queste poche righe sono in memoria di Giovanni Falcone, di sua moglie e degli uomini della sua scorta. Per non dimenticare mai, perché dimenticarli sarebbe come ucciderli un'altra volta. Vi lascio un link importante, andate a v...
30
Alla fine sono giunto ai famigerati 30, una soglia che sembrava invalicabile come le colonne d'Ercole ma che invece sono riuscito a doppiare come un novello Ulisse. Alzarsi la mattina e avere trent'anni è un bel colpo, insomma, non sono più un ragazzino nemmeno se mi ci atteggio. A 30 il mi' babbo aveva due figlioli tanto per dire. Lo so che i tempi sono diversi, che la società è cambiata etc, ma gli anni rimangono quelli. Approfitterei allora della vostra pazienza per mettervi al corrente del bilancio che vado a stilare rispetto ai miei primi sei lustri di vita. Innanzitutto 30 li ho fatti il 23 di febbraio, ma tra una cosa e l'altra non ho aggiornato una mazza, sicché ho avuto tempo per far decantare i mille pensieri che si inseguono nella mia mente perversa, tipo appunto quello di precisare la data del mio genetliaco per puro spirito di vanagloria. Ciò detto si approda al lato serio della faccenda. Fino ad oggi ho trascorso una vita felice. Non mi manca nulla, anzi, ...
Commenti
Mi dibatto fra moralità e opportunità. E' seriamente un problema.
Quello che dice, spesso e volentieri, corrisponde a verità. Non fa altro che riportare fatti davvero accaduti ma che nessuno conosce vista la condizione dell'informazione in Italia.
Il problema è questo: c'è da fare il conto con 20.000.000 di Italiani che "se ne sbattono le palle" e continuano a votare Silvio e compagnia bella di mafiosi. E che prendono per oro colato tutto quello che le televisioni (Rai e Mediaset...è uguale tranne poche eccezioni) dicono.
Figurati se stanno a sentire Travaglio!
Non capisco come faccia Travaglio a fare combutta con Grillo, che io reputo un cialtrone senza capo nè coda che cavalca alcune tematiche in maniera molto populista.
Travaglio argomenta ogni cosa con molto posizioni praticamente inattaccabili e molto documentate.
Grillo invece spara a caso usando argomenti molto molto opinabili.
Peccato vivere in Italia dove l'ignoranza regna sovrana e il menefreghismo impera.
E Travaglio, ahimè, non riesce a smuovere le acque.
Non mi stupisce la combutta con Grillo. Sono entrambi direttamente discendenti dalla stessa impostazione. E hanno paura di prendere posizione. Sempre. Travaglio non sconfessa Grillo perchè a paura. Di vendere meno libri.
come non prendono posizione? mi pare che sia la cosa che a Travaglio riesce meglio...
Travaglio fa un giornalismo basato sui fatti. Invece che ripetere a pappagallo quello che dicono i politici fa il suo lavoro di giornalista.
In Italia manca l'informazione seria: ne è la prova il fatto che i libri che parlano di questi temi vendono un milione di copie (e per un libro sono una enormità), mentre alla tv e sui giornali non se ne parla minimamente.
A me pare che trovare il marcio e portarlo sotto gli occhi di tutti sia prendere una posizione ed anche ben definita.