giovedì 31 gennaio 2008

Datore di lavoro

Si conclude momentaneamente la carrellata di foto del gruppo, almeno finché lo svizzero non si deciderà a produrre sia la sua che quella del nuovo sbattero.

Nella foto a seguire è ritratto Fabio detto Barabba ma soprattutto SUPER. L'imago è stata scattata proprio l'attimo successivo alla seguente frase: "Allora io, dopo 16 ore a caricare divani sul camion, farei festa". Come vedete il suo capo non è tanto favorevole alla riduzione delle 20 ore di lavoro quotidiano e riconduce lo scansafatiche a più miti opinioni.
Si parla tanta di sfruttamento dei bambini pakistani, ma chi ci pensa ai cantanti italiani? Se sei francese e hai comprato un divano rustico dall'Italia sappi che hai sulla coscienza il Super!!!



martedì 29 gennaio 2008

Rispolverando l'audioteca

Effettivamente il titolo fa schifo, però fa anche chic, sicché si tiene bono questo.
Io non so quanti di voi abbiano in simpatia gliuddue (U2 per i non pratofili). A me personalmente m'hanno intrippato parecchio fino a Zooropa (grazie Tonno malefico per avermeli fatti conoscere). Dopo li ho persi d'orecchio, anche perché ho faticato parecchio a riconoscerli in questi tizi con i capelli tinti, con Bono mistico di facciata che compra tutto quello che c'è verso comprare grazie ai fatturati delle sue holding. Eppure c'è stato un tempo in cui non erano patinati, che erano crudi, taglienti e porcaputtanagnuda rock. Ma quel rock che parte dal pisello, si carica il cuore in spalla e ti scoperchia il cranio. Non il rockettino patinato da copertina che va di moda su MTV, roba bella tosta che sa di strada e puttane da dopo concerto. C'era il viaggio e la pausa per togliersi la sabbia dalle scarpe. C'era tutto quello che volevi e anche di più, perché prima di loro nemmeno sapevi di volerlo il rock alla irlandese. E adesso invece ne avevi da benedire e santificare. Per me il loro periodo d'oro è quello fine 80 inizi 90, dove hanno inventato un suono fantastico, canzoni che ti vibrano in pancia e Bono che canta con l'intensità dell'urlo di Munch.
Avrei voluto mettervi allora la mia canzone preferita, Until the end of the world, una perla tratta da Achtung Baby, album soffocato da One forse, la più famosa, la più tutto, la più sputtanata senz'altro. Ma poi ho pensato che c'è un'altra canzone che merita l'onore della ribalta. Io vi consiglio di andare a scoprirvela nella versiona da disco (Rattle and hum), ma intanto vi incuriosisco con la versione live. Sta canzone non la fanno più adesso, ed è un vero peccato. E' dedicata a John Lennon e il testo è tutto un rimando alle sue canzoni, a partire dal titolo.

Signore e signori: God Part II

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Love is growing

Questo post è per la famiglia nella famiglia dei John Stravolta. Cos'abbiano da ridere, contornati da così tanti loschi figuri, non si sa. C'è chi dice che sia perché sono innamorati, e quando uno è innamorato ha tutto, c'è chi dice che ridono perché sono incoscienti, e allora non si rendono conto della teppa che li circonda, c'è chi dice che ci sia dietro un segreto più segreto del segreto di Fatima. Fatto è che se la ridono e fanno bene.






domenica 27 gennaio 2008

Spleen

La parte più difficile è sopravvivere a se stessi. M'è tornato il cannibalismo del buon vecchio autolesionista. Mangia mangia mangia mordi mordi mordi non si ingoia, si passa per la bocca per il puro piacere di sputarlo. Due birre sono un mare molto più vasto di quello che sembrano, ti portano a pensare che tempo ce ne vuole per berle, ma non ne devi perdere troppo, altrimenti si scaldano. La mano tiene ma scalda. Non si beve con la cannuccia. Per dio ci vuole nerbo e disciplina, tira su metti giù. Un dito parte da fuori i pantaloni, l'han fatto in tanti, ma non ti sorprenderebbe nemmeno un pisello che scappa fuori. Ci sono più cazzi di quelli che servono, per non parlare dei coglioni. Si torna sotto, spingi e sputa, gli orecchi sono il solo limite: se non passano quelli tira indietro la testa. Ma se sei entrato di piedi allora amico mio sei Dumbo. La domenica dovrebbe essere fatta per fare altro che spargere la mente come mercurio liquido, schizza sulle dita come argento vivo, ti rimbalza nello stomaco si presenta con un oplà, il gesto ginnico va apprezzato, il cerchio di fuoco il leone e i baffi del domatore. Non si sa mica se salta. Il leone. Il domatore boh. Ma chi tifa per il domatore, non piace. Piace di più il leone che morde morde morde inspirare espirare a occhi chiusi belli stretti scappa l'ossigeno. Ma come si fa a maneggiare il culo di Jennifer Lopez, roba da domatore, ti scappa da tutte le parti e se chiudi i pugni allora si che vedi che le dita strizzano pongo, ma che te ne fai. Avevo la birra nelle mani però, non so se conta però, perché era prima. Ora mi puzzano le dita di metallo, ne sento il sapore in bocca. Chissà come si fa a tirare fuori le gambe senza lasciarci dentro il resto.







Litigare e avere tempo da perdere sono due cose che non vanno d'accordo con la ragione. Sorry.

giovedì 24 gennaio 2008

Delusione e giramento di coglioni

martedì 22 gennaio 2008

Prato, Village People e gli Stravolta

Chi ci ha visto dal vivo lo sa, siamo la miglior disco band sulla piazza. In questo caso s'era proprio in Piazza, quella del Duomo a Prato. Il fatto che si suonasse all'aperto, senza biglietto da pagare, ha fatto sì che i Village People venissiro a sentire com'è che va fatta Y.C.M.A. Voi non ci crederete, ma sti village sono dei tirchioni esagerati, si fanno fare sempre lo sconto comitiva, altrimenti si presenta uno solo se c'è da pagare il prezzo pieno. Come potete vedere la Chiara è visibilmente soddisfatta dall'esito delle ripetizioni canore, tant'è vero che poi i Village People poterono esibirsi su Raiuno durante una tramissione di Carlo Conti, cantando dal vivo. Ma ovviamente senza gli esiti meravigliosi che solo noi John Stravolta sappiamo ottenere.

Piccolo quiz: qual è l'intruso tra le fila dei Village People?






giovedì 17 gennaio 2008

Continua la carrellata

Oggi tocca al Cubano della Catena di Quarrata. Qui è ritratto mentre parla dell'importanza delle conga e dei timbales nei ritmi latini. Il giovane discepolo poi avrebbe fatto ben altro in vita sua perché la presenza del timbaleiro quarratino era troppo ingombrante e l'avrebbe lasciato in ombra.

Soy cubano soy popular




mercoledì 16 gennaio 2008

I sogni son desideri

Lo Svizzero quest'anno ha fatto a noi del gruppo un regalo inusuale ma che io ho gradito moltissimo: delle foto che ci ritraggono con personaggi famosi. Abili fotomontaggi intendiamoci, non è che uno si mette appostato sotto casa della Arcuri per farsi fare una foto da Stefano e poi torna a casa senza aver dato un morso al culo della Manuelona nazionale. Però per evitare denunce etc Stefano ha optato per il duro lavoro chiuso in camera. E così, una dopo l'altra, sono nate queste immagini regalo.

Quella realizzata per me è veramente graditissima. M'ha letto nel cuore, o forse bastava il titolo del blog, e ha tirato fuori un capolavoro.





L'originale è stata scattata alla Consuma la scorsa estate. Lo mia espressione dice chiaramente che sono in "Ecstasy", e chi meglio del Tricheco dell'AmMmore poteva capirlo? Barry, quanto mi sarebbe piaciuto suonare con te nella tua Love Orchestra. E' uno tra i miei sogni ricorrenti, o meglio, è uno dei miei sogni ad occhi aperti più ricorrenti in assoluto.


A breve le foto degli altri Stravolti

martedì 15 gennaio 2008

Cosa è successo sabato al Keller



Vi siete persi la più grande disco love sex-machine band sulla piazza. Chi c'era può confermare. A breve nuove date. Stay tuned. Ah, per chi avesse dei filmati, passatemeli che tra un po' arriva il sito dei John Stravolta.

Per la foto ringrazio il Balli, al quale l'ho fregata pari pari dal blog. Riciuuuuuuuuuuuuuuups

lunedì 14 gennaio 2008

Cosa fare la Vigilia di Natale

Come accennavo nel vecchissimo post precedente, a sto giro vi spiego meglio la faccenda dei cannoli.

Tutto cominciò grazie al seguente losco figuro


Naturalmente questa è una immagine di repertorio: a gennaio chi vuoi che vada a giro così? Tranne me che ho sempre caldo intendo.
Insomma, il ragazzo di cui sopra si chiama Jean. Siamo amici non dico da sempre, ma di sicuro siamo amici dall'età in cui le amicizie iniziano a contare sul serio. Senz'altro essere amico mio non depone a suo favore e si meriterebbe il carcere duro, però di cazzate se ne fanno tante in vita e lui ha scelto questa.
Insomma, si avvicina il Natale. E' di molto ma di molto freddo. Ciò nonostante mi avventuro per Prato alla ricerca di un regalo utile per sto ragazzaccio malefico. Trovo il regalo. Il più è fatto direte voi. Macché, il casino è darglielo il regalo! Questo non c'è mai: tra il postino, il nuoto, passa a salutare quello o quell'altra, le cene prenotate con mesi di anticipo o fiRmini aiccine, non lo becchi mai con un minuto di tempo libero. Praticamente telefoni a casa sua e prendi l'appuntamento fra tre mesi. Per bere un birrino insieme a Pasqua del prossimo anno fissa entro maggio di questo, se no è già occupato. Se facesse il Presidente degli Stati Uniti avrebbe molti ma molti meno impegni. Insomma non c'è mai. Io avevo il su regalo a casa e non c'era verso di beccarlo. Gli mando un sms per dirgli che il regalo glielo mandavo per posta. Lui mi chiama subito (dopo tre ore, ma considerando il soggetto è subito) e mi fa:"Senti, ma stasera che fai?" Io lì per lì pensavo ad una cosa tipo si va da qualche parte e poi ci si scambiano i regali. Macché, sie. Lui è da un su amico pastaio (pastaio di pasta fresca non dolci e roba varia), dice se passo di lì almeno ci si saluta. OK. "Però ormai passo dopo cena" "Sì sì non c'è problema". Alle 21 busso alla porta del pastaio.




Tranquilli, poi non è diventato un film horror né tantomeno splatter. Quella che vedete è la macchina che fa i tortellini. La mattina c'era finito un pezzettino di carta, e per toglierlo un ragazzo aveva ben pensato di non fermare la macchina e di rufolarci con un coltello. Praticamente è venuta fuori la spada nella roccia. Io non so se Artù è arrivato nel frattempo. Di sicuro alla vigilia di Natale la scena era questa.
Dalle 21 alle 23 e qualcosa sono stato lì con Jean e il padrone del negozio, un ragazzo veramente simpatico. Lo so che casomai uno per la vigilia vorrebbe rivestirsi e andare a fare il figo in qua e in là per poi partecipare alla messa di Natale e controllare se ci sono ancora le ragazze di una categoria in via di estinzione, le passere insomma. Però io penso che il Natale sia bello quando lo passi con le persone che ami. E per stare con una persona che ami ti metti a far due cannoli ridendo e scherzando più che volentieri. Tra l'altro l'odore di noce moscata e ricotta è una libidine mostruosa.

Fatto sta che è stato veramente bello starsene lì, a fare una cosa che in vita mia non avevo mai fatto (fare i cannoli intendo, a dire cazzate ormai sono avvezzo) con una delle persone più importanti che conosco, nonché un inquilino in pianta stabile del mio cuore.

Il Natale del 2007 me lo ricorderò per tanti motivi bellissimi. Uno è questo senza dubbio.

sabato 5 gennaio 2008

Febbre del Sabato Sera

Altro che omonimo film, ho la febbre e la cosa mi sfava abbastanza. Potrei parlare di Harry Potter che è uscito oggi in versione cartacea in italica lingua, potrei parlare dell'ultimo dell'anno, potrei parlare dei propositi per il nuovo, potrei potrei potrei. Ma non mi va. Grazie alle foto di Jean al prossimo giro vi parlerò della mia esperienza di cannellonaio. A sto giro invece solo un po' di insofferenza.


Però, dato che il blog si intitola anche pane, amore e Barry White, è giusto che vi lasci con qualcosa di amorevole che ben renda l'idea dell'agone passionale che si combatte in una stanza.
E' roba di Prevert, si va sul sicuro insomma

ALICANTE

Une orange sur la table
Ta robe sur le tapis
Et toi dans mon lit
Doux présent de la présent
Fraîcheur de la nuit
Chaleur de ma vie


Un' arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.